Giusy ed Egidio (Viaggio 2012)

Giusy ed Egidio (Viaggio 2012)

Viaggio in Albania dal 17 al 21 ottobre 2012  

“Terra di contraddizioni e diversità”

 ……questo è il titolo del libretto che l’associazione Miredita ci ha consegnato alla partenza : un titolo davvero azzeccato, e grazie a Miredita abbiamo potuto toccare con mano la realtà di questo paese così vicino a noi eppure così diverso, sforzandoci di capirne il significato profondo……

Beh,… dell’Albania era un po’ che ne sentivamo parlare in famiglia: Chiara aveva iniziato con gli Scout a conoscere quella terra, realizzando poi progetti a Puke, dove lavora da 13 anni don Giovanni, un sacerdote “in prestito” come dice lui, che opera per conto della Caritas nel Nord dell’Albania; e anche Riccardo, il nostro secondo figlio,  nel 2011 aveva partecipato alla route in Albania con il clan di Lodi : esperienza vissuta intensamente e che gli aveva regalato una carica inaspettata.

Però la nostra conoscenza si limitava ai loro racconti e alle foto scattate, soprattutto da Chiara che, almeno 2 volte l’anno, approda in Albania con i suoi amici di Miredita, per programmare e realizzare lavori che possono essere utili alla comunità di don Giovanni : la sistemazione della strada di collegamento all’azienda agricola rovinata dal dissesto idrogeologico, un nuovo parco giochi per l’oratorio di Puke; un pozzo per l’irrigazione…

Mai avremmo pensato di andarci veramente, ma un bel giorno Chiara ci confida un’idea a cui Miredita stava lavorando da tempo, e cioè un viaggio aperto a tutti in Albania, evento che il Comune di Lodi, attraverso Andrea Ferrari assessore alla cultura, avrebbe appoggiato con il proprio patrocino: “… e perché non venite anche voi?”

Al momento eravamo un po’ scettici, vincolati dalle solite scuse: sarà roba da ragazzi, impegni di lavoro,….. ma intanto in testa frullava la voglia di provarci, poi la voce si è sparsa velocemente, si è formato un gruppetto eterogeneo di 27 persone….. Quindi si partiva davvero !

Il viaggio è stato ben organizzato in modo da “vivere” i vari aspetti della realtà albanese, non solo turistici, ma anche sociali e culturali.

La tappa iniziale è stata TIRANA (volo diretto Malpensa-Tirana) e subito il primo approccio ci ha fatto capire che occorreva una certa pazienza e spirito di adattamento : l’ostello per la prima notte non aveva a disposizione letti per tutti, sebbene fossero stati prenotati per tempo, ….ma in Albania e così….., però la fantasia aiuta e nel giro di mezz’ora hanno trovato tutti una sistemazione …..

Che dire di Tirana: città dove vive più di 1 milione di abitanti (tutta l’Albania ne fa poco più di 3 milioni), bei palazzi e giardini, poi giri l’angolo e ti sembra di essere in un altro mondo: disordine, degrado, mancanza delle infrastrutture a cui siamo abituati.

Per esempio i fili telefonici e dell’energia elettrica penzolano dai muri per strada, formando spesso dei grovigli inestricabili e delle curiose ragnatele sospese…. e questa è sicuramente una caratteristica dello sky-line albanese.  A Tirana riusciamo ad entrare al Parlamento: una grande sala ci accoglie e la bandiera dell’aquila a due teste ci sovrasta. D’altra parte l’Albania è il paese delle aquile…..

Incontro importante questa sera! Un colloquio con la presidente del parlamento albanese : una delle poche donne che ricoprono un  ruolo politico significativo.

Come tutti i politici, bella dialettica, un buon italiano e sempre attenta a mettere in luce le azioni messe in atto dal governo finalizzate al business (meno alle necessità di tante persone che vivono in una povertà diametralmente opposta a quella rappresentata).

Con rammarico dobbiamo constatare ancora una volta il distacco tra chi fa politica e le situazioni reali della gente comune, con tutti i problemi quotidiani che in Albania, in molte zone del paese al di fuori di Tirana, sono la difficoltà ad avere cibo a sufficienza e a vivere con dignità.

Lasciata Tirana abbiamo iniziato la risalita verso il nord, nostra destinazione finale per conoscere la vera tradizione albanese. Ecco SCUTARI, una delle città più antiche, che ci incuriosisce per il clima di tolleranza: moschee adiacenti a chiese; cattolici e musulmani convivono senza problemi… Ma come ci diceva un amico albanese, tolleranza non è dialogo…. Dal castello, una vista a 360° sopra il colle che sovrasta la città, nel silenzio più strano di una terra che vorrebbe forse gridare forte per farsi sentire….

La gente che ti guarda e ti sorride, ecco, ci siamo, il punto focale del viaggio sono le persone che abbiamo incontrato : potremmo scrivere moltissimo e dilungarci su tutte le cose che ci hanno raccontato, con testimonianze scottanti, ma la cosa che ci preme sottolineare è la grande umanità, umiltà ed empatia che colpiscono chiunque abbia un cuore aperto e non si limiti a fare il ‘turista’.

VITTORIO,  della comunità dei carismatici, che ci ha descritto le sconvolgenti vicende dei carcerati perseguitati dal comunismo e la sua vita personale, che è poi sfociata nella chiamata di Cristo.

Ci ha accolto nella sua comunità, insieme agli altri confratelli, offrendoci poche semplici cose, in una atmosfera gioiosa di condivisione, e al termine abbiamo cantato insieme una canzone in italiano.

ALTIN : ha lavorato per anni in Italia ed ora ha aperto il primo slow food (Mrizi Zanave) in Albania a Lezhe.

Un locale a modo con prodotti a chilometro zero, molto curato nella sua semplicità, pulito, stile garbato e rustico, roba da far invidia ai nostri ristoranti o trattorie.

KASTRIOT : un ragazzo di Puke che ha dato tanto al progetto creato e  cresciuto da don Giovanni. Ha studiato psicologia tra le varie difficoltà familiari e personali ed ora finalmente lavora come psicologo a Tirana presso una comunità di don Bosco, occupandosi dei bambini disadattati e con desolanti problemi familiari.

Ne abbiamo incontrati altri : Christian, Alban, Dod, Ardit, la calorosa accoglienza di una famiglia in un villaggio sperduto nelle montagne, le emozioni e sentimenti che trapelavano dai loro sguardi, gesti e parole.…

E poi…. DON GIOVANNI.

Soprannominato “dongi”, con la sua immancabile sigaretta…… potete provare all’infinito a convincerlo di smettere ma non lo farà mai, fa parte di sé e della sua vita, e poi come dice lui : “….qui c’è l’aria pura, l’acqua di montagna incontaminata, da voi invece c’è talmente tanto inquinamento che è come fumare un pacchetto di sigarette, perciò io parto avvantaggiato ….

Dongi conosce bene gli scout, è stato assistente a Cassano d’Adda, il suo spirito e la dedizione al servizio è da vero scout. Ha sempre una parola per chiunque ed è stimato da tutti, mussulmani compresi.

Poche parole ma sempre ‘quelle giuste’, che lasciano il segno senza fare rumore.

Anche quando gli abbiamo lasciato una piccola offerta raccolta frettolosamente tra di noi, visto che le difficoltà e i bisogni sono innumerevoli, ha risposto semplicemente, con un detto francescano “nulla chiedere, nulla rifiutare, grazie ! ”…..dopotutto è quello che lui chiama “divina provvidenza”.

Descrivere una sua giornata è difficile, ma bastano alcuni esempi per capire la  sua forte personalità, la perseveranza, le vulcaniche idee che ha trasformato in progetti e realtà :

Azienda agricola di prodotti biologici, al momento ci lavorano 5 persone, ma potrebbe dare lavoro a 10-12 persone se le cose si sistemassero nel modo giusto (c’è la certificazione BIO e il  permesso per vendere al pubblico, ma bisognerebbe migliorare la rete di distribuzione anche fuori dai confini dell’Albania).

Un paio di volte alla settimana si mette alla guida del suo Defender e raggiunge alcuni villaggi per celebrare la messa o portare altro aiuto (materiale o spirituale).

Abbiamo percorso con lui uno di questi tragitti in jeep e dopo circa 2 ore di strada (…strada? e va be’, chiamiamola strada) guadi di torrenti e buche che sembravano crateri (chissà come sarà la strada in inverno…), siamo giunti alla meta, la chiesetta di Qelez dove il don ha celebrato la S.Messa.

La maggioranza dei presenti erano bambini e adolescenti, quasi tutti arrivati dai villaggi circostanti (a piedi naturalmente, e magari dopo più di un’ora di cammino). La funzione è durata 1 ora e mezza, l’omelia (tutta in albanese) lunghissima…..Ogni tanto si fa prendere la mano, così dice dongi…. ma nessuno fiata e l’attenzione è davvero alta, cose che raramente vediamo nelle nostre chiese (a parte le messe scout a cui siamo abituati). Poi una benedizione al piccolo cimitero e via di nuovo sulla jeep.

Il suo pranzo è stato un pacchetto di patatine/crocchette, all’unico spaccio alimentare incontrato sul tragitto e gestito da Angelin; “supermercato” per loro del villaggio, dove si possono trovare patate, biscotti, sigarette, scatolame vario, bevande, raki fatto in casa, carne surgelata insieme ai gelati (il congelatore è unico…); ma solo perché c’eravamo noi, altrimenti una sigaretta e via di corsa perché c’è altro da fare in azienda, all’oratorio o in chiesa…… insomma sempre in cammino !

Di ritorno abbiamo potuto “ammirare” l’azienda coordinata dal dongi, i suoi campi coltivati e i suoi prodotti, alcuni dei quali tenuti al “fresco” dal congelatore di villa Barni, che insieme alle 2 stufe che riscaldano la chiesa e l’oratorio di Puke, sono stati donati l’anno scorso dalla comunità Masci (Rinaldo).

E poi, dopo l’ultima notte in ostello sotto una stellata che sembra di cartapesta (mai viste tante stelle tutte insieme), è già ora di tornare: un saluto a Don Giovanni, con il cuore in gola, un’ultima occhiata alle Dolomiti albanesi, ai prati, al cielo azzurro sopra le colline, a quella terra rossa che avevamo visto solo in fotografia ma che è davvero tanto rossa da sembrare finta, un sorriso ai bambini che ci salutano tra la polvere della strada… sembra così lontana l’Italia, eppure tra poche ora saremo di nuovo a casa.

E alla fine di questa avventura un GRAZIE maiuscolo agli amici di Miredita che ci hanno accompagnato : Lele, Giova, Zuffa, Preva, per l’ottimo lavoro, l’impegno, la dedizione e l’attenzione prestata affinché non solo tutto andasse per il verso giusto (programmare cose in Albania spesso è come giocare alla roulette….) ma anche e soprattutto per essere riusciti a farci  percepire con il giusto approccio la realtà di una terra davvero piena di contraddizioni, ma generosa di umanità, semplicità e condivisione del poco.

Un grosso augurio di Buona Strada per i prossimi progetti in Albania.

                                   Egidio & Giusy

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